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L’evoluzione dell’E-commerce

Dai successi e gli imprevisti di primavera all’esigenza di evolvere il canale digitale

Sembrava una partita facile per l’e-commerce sul commercio tradizionale durante i due mesi di lockdown. I volumi di acquisti online hanno conosciuto un boom senza precedenti, ma non è stato un ‘black friday’ lungo 60 giorni e la filiera ha sperimentato non solo buone notizie. I ricavi di Amazon e Alibaba nel mondo si sono impennati come facilmente prevedibile, hanno sofferto terribilmente piccoli e grandi retailers costretti a chiudere i battenti e a fronteggiare costi senza praticamente ricavi. E anche le prime battute della riapertura hanno visto i negozi fisici in difficoltà nel gestire ambienti di shopping sicuri, accessi limitati e orari di apertura disorientanti per le abitudini dei consumatori. In Italia nei due mesi di picco dell’emergenza sanitaria, l’Istat ha rilevato una crescita dell’ecommerce del 20,7% nel solo mese di Marzo; nel trimestre Poste ha consegnato il 15% in più di pacchi e secondo Nielsen per la Grande Distribuzione e i prodotti di largo consumo il trend è stato +144% da inizio emergenza. Il Consorzio Netcomm Forum parla di 2 milioni di nuovi consumatori online in Italia da inizio anno.

Ma la logistica dell’online non è stata semplice, per Amazon reggere l’urto del boom di acquisti è stato caratterizzato da due fasi, la prima nella quale sono stati fatti immediati investimenti in nuovo personale, e la seconda che ha spinto Amazon a tirare il freno per l’insostenibilità dell’offerta di fronte ad una domanda senza precedenti. In un primo momento sono state interrotte le spedizioni di beni non necessari e nel secondo sono stati allungati i tempi di consegna. Amazon negli Stati Uniti è stata anche al centro di proteste, i suoi ordini sono aumentati bruscamente e anche i contagi da Coronavirus nei suoi stabilimenti: la stima più attendibile di fine Maggio è che 900 magazzinieri hanno contratto il virus nei 500 impianti disseminati in Usa.

In Italia è andato in affanno il settore dei corrieri, in particolare le aziende più piccole, specializzate nel B2B, nelle consegne a imprese e negozi, nel nostro paese la perdita di fatturato è arrivata al 70% nel primo mese di lockdown secondo Confetra, la confederazione dei trasporti e della logistica. I volumi del delivery per quanto imponenti sono stati quasi tutti ad appannaggio delle multinazionali. Per Fedit (Federazione italiana trasportatori) è stato registrato un consistente aumento di pacchi da consegnare, ma ciò non sempre ha corrisposto ad un andamento positivo del conto economico e il problema del distanziamento ha comportato modifiche all’organizzazione del lavoro, con l’introduzione di pratiche di sicurezza, sanificazioni e meno personale in turno nei magazzini.

I benefici per la filiera dell’e commerce andranno misurati durante tutto l’arco dell’anno e l’aspettativa è di vedere consolidato il volume di acquisti che secondo il dati del Politecnico di Milano erano già aumentati del 21% rispetto al 2018 per l’acquisto prodotti, mentre l’acquisto di servizi si era fermato ad un +9%. La fetta consumer sembra la più interessante anche se secondo Netcomm la logistica dovrà adeguarsi al nuovo commercio gestendo in modo più performante la disponibilità dei prodotti distribuiti su tutto il territorio e non solo sui magazzini centrali.

Cruciale anche il ruolo dei pagamenti digitali che più saranno rapidi, semplici e sicuri e più ne beneficerà il canale digitale. Molto si è parlato del boom di vendite del comparto Alimentare, meno di altri settori come la Moda dove i margini di espansione possono progredire, considerato il successo delle vendite online di alcuni brand nei primi mesi del 2020 e che abbisognano di prestazioni più alte per il futuro, in particolare interazioni più rapide tra le diverse aree che compongono il sistema e la riduzione del tempo che intercorre tra ordine e spedizione, tra l’online e l’offline, minimizzando le attività manuali degli operatori.

Un altro trend da seguire sul versante dell’innovazione sarà quello del 3D Commerce, laddove tecnologie come realtà virtuale e aumentata potranno offrire nuove modalità di presentazione dei prodotti in molti settori come l’abbigliamento, la gioielleria, l’elettronica e la meccanica. Le opportunità da cogliere sono diverse in un ecosistema di ‘Everywhere commerce’ con strumenti in via di sviluppo dai social network, ai punti vendita fisici digitalizzati, comprendendo la trasformazione dei dispositivi personali in piattaforme di acquisto automatico attraverso l’Internet of Things che interagisce in modo automatizzato con il mondo dell’offerta. Il mondo online sui prodotti fintech ha segnato record di maturazione in questo periodo e l’evoluzione si può considerare a buon punto, verso l’implementazione dei servizi più settorializzati a maggior valore aggiunto, come i meccanismi di pagamento dietro sottoscrizione, soluzione di couponing e carte fedeltà, sistemi di gestione di informazione da parte dei clienti per il tracciamento dei prodotti o i pagamenti alla consegna gestiti via smartphone.