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L’industria post covid

In espansione le produzioni anti virus italiane con evoluzioni di nuovi materiali e riconversioni di articoli industriali in tanti settori

Le hanno identificate per brevità come ‘produzioni anti virus’ e sono l’aggregato delle riconversioni avvenute nelle imprese italiane alle prese con la lotta alla pandemia. Da più parti si osserva una spinta all’innovazione in diversi rami che stanno immettendo sul mercato prodotti che si prefiggono l’obiettivo di contrastare il contagio e parliamo di comparti molto diversi tra loro dell’automotive, all’edilizia, l’arredo, la carta, sino al tessile. E non sempre si tratta di riconversioni, in un certo numero di casi siamo in presenza di evoluzioni su prodotti e tecnologie nelle quali le imprese lavorano da tempo investendo in ricerca e innovazione e per le più virtuose in contesti di economia circolare.

L’industria automobilistica si sta muovendo per rendere gli interni più sicuri possibile, con una dedizione particolare al miglioramento dei sistemi di filtraggio e trattamento dell’aria negli abitacoli tramite i sistemi di ventilazione. Non solo interventi migliorativi sui filtri, ma veri e propri impianti che includono ionizzatori che riducono la quantità di germi migliorando la qualità dell’aria e tra i marchi automotive c’è anche chi ha introdotto su alcuni modelli un sistema che emette raggi ultravioletti nel flusso di climatizzazione, mentre per ora è solo allo studio un sistema di sanificazione degli abitacoli con lampade UV che entrano in azione sulle auto ferme e senza passeggeri. I costruttori di auto per gli ambienti interni stanno poi puntando su rivestimenti anti batterici lavabili e sanificabili con maggiore accuratezza.

Al capitolo edilizia troviamo la messa a punto della produzione di lastre di agglomerato brevettate come Etherium che aiutano a prevenire la diffusione di germi sfruttando un agente antimicrobico potenziato e che sta trovando utilizzi presso strutture ospedaliere in Veneto impegnate a fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Si tratta di superfici che rivestono aree come banconi e bagni che offrono condizioni igieniche migliori per il personale medico e i pazienti.

Nell’universo del tessile, aziende leader nel conciario hanno lanciato un trattamento antibatterico e antivirale che garantisce elevati standard di sicurezza, riducendo quasi completamente la presenza di batteri e virus sulle superfici. E’ stato anche ideato e brevettato un nuovo trattamento che inibisce la sopravvivenza di batteri e virus sui pellami, con un livello di protezione testato al 99,9%. L’applicazione di questa barriera si presta a diversi ambiti dalla calzatura, pelletteria, abbigliamento, ma anche arredamenti e superfici di vario tipo.

Nel tessile il lavoro di ricerca di soluzioni protettive ha portato alla creazione di speciali trattamenti che respingono l’attacco di agenti patogeni distruggendoli in poco tempo e anche qui sono stati registrati brevetti per capi di vestiario come le camicie, giacche, pantaloni. Degni di nota anche i tessuti in ViroFormula che assicurano protezioni attive da virus e batteri attraverso una combinazione di tecnologie a base di liposomi studiate nei laboratori

La produzione di carta “virostatica” è stata incrementata in piena emergenza da aziende leader nella fabbricazione di elementi per packaging, grafica ed etichette, la carta virostatica possiede una natura chimica che abbassa notevolmente la sopravvivenza dei germi da virus e per questo è stata utilizzata per realizzare mascherine protettive insieme ad altri materiali, con il risultato ottenuto di avere prodotti sicuri, riciclabili e confortevoli.