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Lo Smart Working in Italia

Lo Smart Working si consolida con accordi tra aziende e dipendenti in previsione di un 2021 ancora all’insegna del lavoro agile

L’organizzazione dello smart working da ottobre sarà modellata sulle evoluzioni dell’emergenza sanitaria in un quadro generale nel quale vengono ricercate soluzioni condivise e di lungo corso nella disciplina del lavoro agile. Il governo da tempo sta lavorando su un intervento normativo che perfezioni senza imbrigliare troppo quella di oggi nota come la procedura semplificata contenuta nella legge 81 del 2017 che consente al datore di lavoro di disporre il lavoro da remoto su decisione unilaterale. Per il settore privato l’obiettivo di fondo è quello di consolidare l’accordo con i lavoratori per determinare le modalità delle prestazioni al di fuori dai locali aziendali, con l’esigenza di stabilire in maniera più certa l’orario di lavoro, gli strumenti da usare, i tempi di riposo e il riconoscimento del diritto alla disconnessione.

Il governo è orientato a dare piena validità all’accordo tra il datore di lavoro e la rappresentanza sindacale, o in alternativa i singoli dipendenti, con accordi estesi anche ai cosiddetti lavoratori fragili. Tutte le parti sociali in questa fase di incertezza concordano sull’esigenza di mantenere la legge 81, una disciplina che sia per le organizzazioni datoriali che i sindacati si è rivelata uno strumento utile per prevenire i contagi e che la procedura semplificata consentendo il rapido e ampio utilizzo dello smart working ha contribuito ad evitare il diffondersi dell’epidemia. Quello che va regolato secondo i sindacati sono la flessibilità di orario in cui si inseriscono fasce di reperibilità precise.

In una bozza di accordo che circola si conferma che il genitore dipendente potrà lavorare da casa per tutto o parte del periodo corrispondente alla durata della quarantena del figlio minore di 14 anni se questa è stata disposta dalla ASL responsabile su segnalazione della scuola del figlio. Se non sarà possibile la modalità smart working ad uno dei genitori alternativamente può essere dispensato dal lavoro per tutto o parte del periodo di quarantena del figlio e messo nella condizione di avvalersi di periodi di congedo con un’indennità pari al 50% della retribuzione.

Riempire i vuoti legislativi è un’esigenza anche per le imprese in considerazione del fatto che secondo un’indagine a campione di Aidp, l’associazione dei direttori del personale per il 58 per cento delle aziende lo smart working proseguirà anche nel 2021, mentre solo il 26% delle società immagina che finisca tra novembre e dicembre del 2020. Per oltre il 70% delle aziende saranno mediamente utilizzati tra i 2 e i 3 giorni a settimana di lavoro in remoto. E dato molto importante circa il 30% delle imprese farà nuovi interventi organizzativi ispirati ai principi del lavoro agile, capace secondo l’associazione di “aprire una nuova fase di ripensamento del futuro del lavoro in cui sarà necessaria la collaborazione tra le parti che eviti la polarizzazione del confronto”. Aidp ha analizzato anche vantaggi e svantaggi, alla prima voce sono stati ascritti il risparmio di tempo e costi di spostamento, maggiore soddisfazione dei dipendenti e miglioramento della vita in termini di work balance. Gli aspetti negativi sono la perdita delle relazioni sociali, la mancanza di separazione tra ambiente domestico e ambiente lavorativo e rischio di sovraccarico di lavoro.