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L’Europa alla chiamata della “Sovranità digitale” e per il rapido sviluppo di un Cloud ‘made in EU’

Per l’Europa è tempo di rivendicare una propria “sovranità digitale”, sviluppando in casa una piattaforma per gestire i dati e ridurre la dipendenza dalle multinazionali americane di internet. A dirlo è stata Angela Merkel, il più longevo ed influente leader europeo e (seppure in crisi) a capo della prima economia del vecchio continente, ma soprattutto tra i policy maker europei questa è la prima volta che viene espresso in maniera così diretta l’orientamento politico-economico della sovranità digitale: “Tante aziende hanno appena esternalizzato tutti i loro dati a società statunitensi – ha detto la Cancelliera tedesca – questo non è un male in sè, ma i prodotti a valore aggiunto che ne derivano, con l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale, creeranno dipendenze che non sono sicura siano buone”. Del resto i casi ormai sono tanti, il ministro dell’Economia tedesco Peter Altmaier ha recentemente fatto sapere che i dati di aziende leader nazionali come la Volkswagen, ma anche quelli del ministero degli Interni e del sistema di sicurezza sociale della Germania sono sempre di più archiviati sui server di Microsoft, Amazon, Google e Oracle. Questo significa che la stragrande maggioranza dei siti internet, dei servizi online, dei sistemi digitali interni delle aziende girano su cloud posseduti e gestiti da quelle aziende. Anche il ministro dell’Interno olandese Knops ha detto esplicitamente di non essere sicuro che i giganti tech americani stiano proteggendo correttamente i dati a loro affidati.

Ma Merkel vuole andare oltre la denuncia di pericoli potenziali per la sicurezza e chiede che l’Europa metta a punto una propria piattaforma che vada a svolgere le funzioni che oggi sono basate oltreoceano, il progetto esiste, il governo tedesco ha annunciato il mese scorso un piano paneuropeo per un’infrastruttura cloud capace di fare concorrenza ad Amazon e a Google, chiamata Gaia-X. Il progetto aperto a tutti gli stati membri dell’UE dovrebbe dar vita ad una piattaforma cloud a detta di Altmaier “potente e competitiva, sicura e affidabile” e tutta ‘made in Europe’. L’idea è nata all’interno dell’International Data Space (IDS) del governo federale e della Fraunhofer-Gesellschaft, con particolare interesse anche da parte del settore privato.

Il cuore del progetto Gaia-X sarà nel mettere in rete le capacità del server alle aziende per far si che i dati siano disponibili e condivisi in modo veloce e sicuro. E ciò varrà per i privati come per le agenzie pubbliche e governative che avranno un cloud certificato dalla giurisdizione UE, evitando così che i dati possano finire nelle mani di società extracomunitarie con interessi disparati. La “sovranità digitale” invocata dalla Merkel, se il progetto decollerà, avrà dunque uno sbocco concreto, sempre se l’Europa anche su questo deciderà di procedere unita, senza distinguo e intoppi burocratici. Sul primo aspetto va detto che la Francia lavora parallelamente ad un progetto simile chiamato Nextcloud e sul secondo che a Bruxelles già si discute su quale organismo sarà chiamato ad essere responsabile della definizione e della specifica dei requisiti tecnici e delle regole dell’infrastruttura. Ad ogni modo la convinzione che si va diffondendo è che il tempo di rompere gli indugi è arrivato, senza atteggiamenti di protezionismo vecchio stile, per la ‘sovranità digitale europea’ è il momento di agire con strumenti moderni, competitivi sullo stesso terreno battuto dai giganti americani di Internet.

Il mercato cloud attualmente secondo la società di analisi Canalys, è dominato da Amazon con una quota del 31,7% del mercato ed un fatturato annuo da 25,4 miliardi di dollari. Secondo posto per Microsoft Azure, con 13,5 miliardi di dollari e una quota di mercato del 16,8%. Segue Google con un fatturato di 6,8 miliardi e un market share dell’8,5%.